Una lettura del narcisismo. Sensibilizziamo lo spirito critico.

da | Ott 14, 2021 | Psicologia, Uncategorized

Una lettura del narcisismo. Sensibilizziamo lo spirito critico.

da | Ott 14, 2021 | Psicologia, Uncategorized

L’idea nasce da una notizia letta in una delle tante riviste online questa volta francese: violenza e aggressività sembrerebbero essere fenomeni strettamente collegati al narcisismo.

Sempre secondo l’articolo:

“Uno studio pubblicato sulla rivista Psychology Bulletin, il narcisismo potrebbe palesarsi sotto forma di aggressività eterodiretta. Questa ipotesi si fonda sul fatto che il narcisismo è da considerarsi un disturbo di personalità e quindi assumerebbe una connotazione patologica”.

E quindi? L’autore tenta di confutare una falsa credenza che vede l’utilizzo improprio del termine “narcisista”. E su questo sono perfettamente d’accordo. Ma l’ipotesi dell’aggressività legata al narcisismo sembrerebbe essere vera solo se il narcisismo è inteso come patologia. Ebbene, no. Dissento totalmente. Non è sufficiente la connotazione di “patologico” per essere legati al concetto di “aggressività”. Non per quanto riguarda il narcisismo.

Cosa intendiamo per aggressività? Un insulto è un’azione di aggressione nei confronti dell’altro. Se vogliamo intendere per aggressività un atteggiamento volto a ledere l’altro allora possiamo parlarne…Ma patologia e comportamento aggressivo sono concetti distinti. A volte si incontrano e a volte no. Perché generalizzare?

Come hanno fatto i ricercatori a giungere ad una tale conclusione? Quale legame tra narcisismo e aggressività? Questa ricerca, sembrerebbe essere stata condotta su più di 123.000 persone, confrontando 437 studi sull’argomento, ma credo che necessiti di alcuni chiarimenti senza che si entri nel merito dei tecnicismi e della validità della stessa. Ciò che interessa in questa sede è il mettere il punto sulla maniera di approcciare qualsiasi informazione con cui veniamo in contatto.

In linea con il DSM5, il narcisismo è definito disturbo di personalità quando soddisfa i criteri enunciati nel manuale. E quando non li soddisfa?

Ciononostante, può anche presentarsi sotto forma di tratto piuttosto che di disturbo in soggetti diversi. Oseremmo dire: “chi di noi non ha tratti narcisistici?” Quando una personalità non presenta tutti i criteri stabiliti dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) per rientrare nella classificazione di “disturbo narcisistico”, il narcisismo resta solo una componente della personalità del soggetto ma non emerge rispetto alle altre componenti e comunque non si presenta in concomitanza delle altre componenti necessarie per elevarlo al grado di disturbo. Pertanto, quella personalità non può definirsi narcisistica. Diremo piuttosto che la persona presenta tratti narcisistici. Scivoliamo quindi sul concetto di narcisismo inteso come un tratto di personalità che varia lungo un continuum fino a diventare un disturbo in alcuni casi.

Inizia ad emergere quindi l’idea che tutti noi ci troviamo da qualche parte lungo quel continuum se pensiamo alla personalità come un pot-pourri di tratti. Purtroppo, nel linguaggio comune, tratto e disturbo vengono scambiati come se descrivessero la stessa cosa ma così non è. Il tratto narcisistico è cosa assai diversa dalla personalità narcisistica.

Conviviamo con il nostro tratto narcisistico. Non è una patologia in sé. E, a grande sorpresa, scopriamo per giunta che è importante per il nostro equilibrio.

Esistono in questa logica, 2 tipi di narcisismo che si bilanciano tra loro. Il primo è da intendersi come amore per sé stessi. Il secondo è il ritorno che abbiamo da parte dell’altro quando entriamo in relazione (ad esempio il feedback a livello professionale).

Queste due “informazioni” concorrono al mantenimento del nostro equilibrio e aiutano ad evitare eventuali “eccessi”.

Posso ammirare me stesso in maniera esageratamente pronunciata, mi trovo fisicamente attraente ed incredibilmente intelligente ma se ricevo dagli altri feedback svalutanti o comunque più obiettivi, integrerò le informazioni provenienti da valutazioni interne ed esterne ottenendo così una valutazione bilanciata di me stesso. Questo meccanismo è altrettanto valido nel caso in cui penso di valere poco mentre gli altri mi rimandano un’immagine di me molto positiva (ad esempio i colleghi che si congratulano per il mio successo lavorativo…). È ovvio che il funzionamento non è così lineare e che le variabili da tenere in considerazione purtroppo non sono così limitate. Tuttavia, il bilanciamento tra quello che penso di me e l’immagine di me che gli altri mi rimandano indietro fa si che io mantenga un livello di autostima accettabile e funzionale. Azzardiamo la parola “equilibrato”.

Anche se il narcisismo è elemento essenziale per lo sviluppo della propria personalità e nutre la nostra autostima, se emerge in maniera pervasiva interferendo nella nostra quotidianità in maniera disfunzionale, ecco che la nostra personalità switcherà sul versante patologico palesando il disturbo.

Povero il superbo ed insensibile Narciso! Rimasto intrappolato dal suo riflesso a tal punto da dipenderne così tanto da trascorrere le sue giornate ad ammirarsi per passare a miglior vita mentre specchiandosi cade nel lago…

C’è un aspetto da non sottovalutare: pensiamo alla sofferenza intrinseca del narcisista.

Le persone narcisiste hanno spesso un forte bisogno di controllo, tendono alla critica e sono egocentriche. Hanno difficoltà ad accettare opinioni diverse, non sono consapevoli dei bisogni degli altri, né degli effetti del proprio comportamento su coloro che li circondano. Sono intransigenti e si aspettano che gli altri li vedano come vogliono essere visti. Ma come si sentono? Le persone con disturbo narcisistico di personalità si sentono comunemente rifiutate, umiliate e minacciate. Per proteggersi da ciò, queste persone usano come armi da difesa il disprezzo, la svalutazione dell’altro e la resistenza a qualsiasi forma di critica, reale o immaginaria. In maniera disadattiva sicuramente, ma si proteggono come meglio possono.

Ci sono molte teorie di collegamento tra disturbo narcisistico di personalità e sentimenti di vergogna.

Spesso il narcisismo è un termine usato solo per descrivere un tratto di personalità, la parte per il tutto insomma. È pericolosamente scorretto. E per tornare al punto iniziale, possiamo pensare al disturbo narcisistico come quadro patologico che favorisce comportamenti aggressivi e violenti? Potremmo, ma non vi sono a livello scientifico studi che ne confermino una correlazione.

Diagnosi accurate e supporto psicologico. Il narcisismo è anche una modalità di protezione. Il narcisista è spesso invivibile ai propri occhi mentre agli occhi degli altri appare come ingombrante, fastidioso, insopportabile, cattivo, approfittatore…potremmo andare avanti pagine intere. Difficilmente il narcisista si presenterà a studio, o forse no…

“Dottoressa buongiorno, gli altri dicono che sono narcisista, ovviamente non sanno nemmeno cosa voglia dire, in realtà sono qui per vedere quanto è brava a guarirmi ammesso e non concesso che io debba essere guarito da qualcosa.”

Era un mercoledì mattina di tre anni fa…

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