Simonetta Cesaroni, Cristiano Aprile e Nada Cella

da | Ott 20, 2022 | News

Simonetta Cesaroni, Cristiano Aprile e Nada Cella

da | Ott 20, 2022 | News

Alcuni casi di cronaca nera sono più importanti degli altri?

Tutti conosciamo Simonetta Cesaroni ma in quanti conoscono il caso di Cristiano Aprile? E l’omicidio di Nada Cella o Maurizio Giugliano?

Perché siamo a conoscenza che fu Pelosi ad uccidere (forse) Pier Paolo Pasolini nel 1975 ma non sappiamo chi uccise la ragazza sedicenne, Stefania Bini, in quella mattina del 20 ottobre 1984?

Ma quand’è che un caso diviene importante e rimane impresso nell’opinione pubblica sempre alla ricerca di notizie nuove, che poi generalmente sono sempre le stesse, e di conseguenza, i media le ripropongono spesso e volentieri? Ci sono degli ingredienti che non possono sicuramente mancare per rendere il caso più “appetibile”:

Il caso deve essere irrisolto o lasciare dubbi su chi sia o chi siano i veri colpevoli. Esempio tipico è quello di Simonetta Cesaroni o l’omicidio di Meredith Kercher.

La vittima deve avere delle caratteristiche ben precise. Se è una giovane ragazza italiana con alle spalle una famiglia “normale” (il virgolettato è stato messo per non aprire un dibattito sul concetto di normalità) sicuramente il caso risulta più mediatico rimanendo nella memoria dei lettori per più tempo. Nel corso dell’anno diverse giovani ragazze straniere vengono uccise in Italia, per esempio quelle legate al giro dell’immigrazione clandestina o della prostituzione, e nessuno le ricorda.

E se fosse stato un serial killer? C’è poco da fare, il fascino dei serial killer è un dato di fatto, però deve essere un serial killer alla Dexter o Joe Carroll della serie The Following. Rifiutiamo assolutamente che un serial killer possa essere il Pacciani come Mostro di Firenze perché ce lo ricordiamo, durante il processo, seduto di traverso alla sedia con uno stuzzicadenti in bocca. Non è possibile che possa essere lui il “genio del male”. Né, ci appare interessante e degna di attenzione la serie omicidiaria riconducibile a Maurizio Minghella per diversi motivi. È stata risolta, le vittime per buona parte si prostituivano e quindi erano “peccatrici” e poi… vogliamo mettere a confronto il “Travoltino della Valpolcevera” (com’era soprannominato) con l’affascinante Ted Bundy? Eppure il numero delle vittime del Minghella è stato sostanzialmente simile a quello del “mitico” Ted.

Mistero: che fine ha fatto il corpo? Questo è un altro elemento importante, facciamo un esempio: l’omicidio di Roberta Ragusa. Il caso sarebbe tutto sommato risolto con una condanna definitiva nei confronti del marito Antonio Logli, ma la mancanza del corpo rimane un mistero e per questo si continua e si continuerà per molto a parlarne.

E per finire, l’ultima caratteristica (ma non per ordine d’importanza). Il fatto è successo a Roma. Si proprio una motivazione geografica. Un fatto che accade a Roma ha sempre una risonanza mediatica superiore. L’esempio più lampante è sicuramente il triplice omicidio di via Caravaggio, lo conoscete? Difficilmente se non siete di Napoli e non avete più di 50 anni. Eppure è uno degli eventi della cronaca nera italiana più clamorosi. Pensate, i due coniugi Santangelo, dopo essere stati uccisi in maniera barbara con un corpo contundente, vennero trasportati dentro la vasca da bagno insieme al loro cane. Il corpo di Angela, figlia diciannovenne di lui, invece venne avvolto in un lenzuolo, come fosse un sudario, e lasciato sul letto matrimoniale. In che anno è successo? Come si chiama l’unica persona processata per la strage? Difficile dirlo, vero? L’anno è il 1975 e Mario Zarrelli è stato l’unico indagato ad essere processato e assolto. Ma in quanti lo ricordano a parte gli “adulti” partenopei?

Ecco, se fosse successo a Roma, sarebbe stato diverso. Ci ricordiamo l’anno dell’omicidio Cesaroni, il 1990, quello di dell’Alberica Filo della Torre, quando venne uccisa Marta Russo e molto altro.

Insomma, la legge è uguale per tutti, ma la cronaca nera evidentemente no.

Leggi tutte le news

Il mostro di Marsala

Il mostro di Marsala

Era il 21 ottobre del 1971, quando Antonella, Ninfa e Virginia, tre bambine le tre bambine di Marsala uscirono di casa , ma da allora non fecero più ritorno.