Quando il mostro di Roma uccise la piccola Rosina

da | Nov 27, 2021 | News

Quando il mostro di Roma uccise la piccola Rosina

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Un luogo che ora non c’è più: il prataccio della Balduina. Dove iniziava la collina, e dove ora ci sono le strade e i palazzi e i negozi. E’ il 24 novembre del 1924, tra le 15 e le 19, quando la piccola Rosina Pelli, di 4 anni, sta giocando a nascondino tra le colonne di piazza San Pietro, Vicino, la mamma e le amiche.

Dal “Corriere della Sera”. “Ecco i particolari del delitto: in via del Colonnato, una delle tante strade del rione Borgo, abita da tempo la famiglia del meccanico Giovanni Bonardo composta dalla moglie, a nome Beatrice Pelli, e dalle figlie Olga di anni 5, Rosina di anni 4 e Norma di soli 25 mesi. Ieri nelle prime ore del pomeriggio, la Pelli aveva portato le bambine a prendere il sole in piazza San Pietro presso il colonnato del Bernini. Mentre la donna, che teneva in braccio la neonata, si intratteneva a parlare con alcune amiche, le piccole Olga e Rosina si trastullavano a pochi passi dalla mamma. A un certo punto la Pelli, non vedendo più la piccola Rosina, si alzò e dopo averla inutilmente chiamata, si pose a cercarla tra la selva delle colonne del portico.  Dopo pochi minuti di inutili ricerche, in preda all’ansia, la povera madre cominciò a percorrere in lungo e in largo la piazza chiamando ad alta voce la piccola. Ma la bambina era già scomparsa. Vennero minuziosamente visitate le case e i negozi, ma tutto fu inutile. Della piccola Rosina nessuno sapeva dare notizia“.

Rosina Pelli di anni 4 riappare la mattina dopo, alle 7, al prataccio appunto, quando un fornaciaro ne trova il corpicino nudo tra l’erba e i cespugli di cardo. Il mostro di Roma l’aveva violentata e uccisa. Il peggior serial killer pedofilo mai visto in Italia aveva colpito ancora. Continuerà a farlo fino al 1927 quando un clamoroso errore giudiziario, fatto del tutto in malafede, porterà all’arresto dell’innocentissimo Gino Girolimoni. Che verrà scarcerato 11 mesi dopo, ma che ne avrà la vita completamente distrutta e vivrà di solitudine e lavoretti fino alla fine dei suoi giorni.

Alla vita di quell’uomo e a quella del serial killer di Roma io e Armando Palmegiani ci appassionammo molti anni fa, quando scrivemmo insieme “Un mostro chiamato Girolimoni“, una nuova indagine su questo straordinario caso e sui suoi sviluppi, sul presunto colpevole e su un reverendo da tutti accusato ma anch’egli estraneo.

Al Verano, nel colombario dei bambini, la lapide è ancora lì: ” Qui dove giace Rosina Pelli, vittima inespiabile di nefanda barbarie, il pianto perpetuo del popolo lavi l’orrendo oltraggio, gigli e rose ricordino l’innocente anima ascesa al regno degli angeli. Elena di Savoia Regina d’Italia. Q.M.P.”.

Ancor oggi, nessuno sa chi fosse e che faccia avesse l’assassino delle bambine di Roma.

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