L’aguzzino di Gizzeria. Una storia dell’orrore.

da | Mag 29, 2021 | News

L’aguzzino di Gizzeria. Una storia dell’orrore.

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Certe volte ti chiedi fin dove può arrivare un essere umano. Però siamo anche questo. Siamo Madre Teresa di Calcutta e siamo Aloisio Francesco Rosario Giordano. Un martedì, il 22 novembre 2017, viene fermato dai Carabinieri per un controllo. Siamo a Gizzeria, provincia di Catanzaro. In auto c’è un bambino di 9 anni, che dice essere suo figlio, ma appare sporco e denutrito. I militari decidono di andare a guardare casa sua. Si trova in campagna. Di fianco c’è una baracca di legno e lamiera, che si tiene in piedi chissà come. Aprono la porta. C’è buio e il pianto di una bambina. Arriva una puzza tremenda, è difficile entrare. La bambina ha 3 anni e su una cosa chiamata letto (fatta di ferri e cartone) c’è incatenata una donna coperta di ecchimosi e con sopra una coperta di uno sporco da fare schifo. Ha 29 anni, è rumena (nella foto sotto), è lì dentro da 10 anni.

 

 

Lei si trova in quel posto dal 2007, infatti. Prima era la badante della moglie marocchina dell’uomo, poi la moglie è morta e lui l’ha obbligata a essere la sua schiava sessuale. Lo abbiamo già sentito: è il caso di Josef Fritzl o quello di Wolfgang Priklopil (il sequestratore di Natasha Kampush), entrambi austriaci e protagonisti di sequestri e riduzione in schiavitù lunghissimi, conditi da violenze su violenze. Ma è anche il caso delle 3 ragazze sequestrate da Ariel Castro a Cleveland. Da noi succede a Gizzeria.

Ma le condizioni di abbrutimento della storia di Gizzeria sono al di là dell’immaginabile. L’ambiente è infatti infestato da topi e insetti, il bagno era un secchio, il cibo era scaduto. Acqua e luce manco a parlarne. Lei non si poteva lavare da un anno. Il posto lo vedete qui. Si rivolgeva a Giordano come la schiava fa col suo padrone.

Lei, la vittima, veniva legata al letto e qui veniva abusata dall’uomo (se così può essere definito). Il bambino di 9 anni, quello della macchina per intenderci, era costretto ad assistere e partecipare, se no veniva picchiato duramente. C’erano state anche delle gravidanze, concluse in due aborti clandestini praticati dal carnefice.

 

 

Aloisio Francesco Rosario Giordano viene arrestato per maltrattamenti, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata. La donna e i bambini, frutto del precedente matrimonio dell’uomo, sono  affidati ai servizi sociali e immediatamente trasferiti in luogo protetto. Ma per dieci anni, in quelle campagne sperdute, nessuno si è accorto di nulla. Solo che non è l’unica cosa sorprendente. Perché Giordano è recidivo.

 

 

Giordano, che commercia ricambi d’auto, era già stato condannato nel 1995 a cinque anni di carcere per  sequestro di persona, violenza carnale, atti di libidine violenta aggravati e continuati, procurato aborto, pratica illecita dell’attività medica. Tutto questo su una donna che all’epoca aveva 23 anni, Maria Rosa. Cioè, tutte queste cose e lui prende solo 5 anni. Ne sconta tipo 4 e un pezzo ed esce nel 1999: la pena gli viene ridotta per buona condotta. Ma parliamo anche della moglie di Giordano: si vede arrivare in casa Maria Rosa, l’amante, sapendo che lo è, sapendo cosa fa lì. Sapendo probabilmente i gusti del marito. Sapendo e vedendo che lui chiude dentro Maria Rosa. Due domande sulla moglie, beh, uno se le fa. All’epoca il nostro uomo ha 30 anni.

Anche Maria Rosa era anche stata costretta ad abortire due volte: «una a furia di calci e di botte, l’altra, dopo essere stata legata con le mani dietro la schiena, con un bisturi rudimentale e un cucchiaio». Accadeva a Gizzeria, ancora. Maria Rosa ce l’aveva fatta solo perché un giorno aveva trovato la porta aperta ed era potuta fuggire.

Eppure Giordano ha un diploma magistrale, qualche anno di università a Giurisprudenza l’ha fatto, la famiglia è benestante. Si era sposato appunto con una bella ragazza marocchina, Raskaovi Bouchra, 28 anni, che gli aveva dato quei due figli. E dunque? E dunque Giordano è un sadico sessuale, come Priklopil, come Fritzl. Non ha pietà, non ha empatia. Ha una piccola collezione di oggetti sessuali che usa per le sue pratiche sulle sue vittime. Dominare è il suo mondo; e ha trovato il modo.

Perché Giordano se l’è cavata con 5 anni la prima volta, quando era già chiaro che razza d’uomo fosse? Perché a scuola nessuno s’è accorto del figlio, malvestito, sporco, denutrito ed ha avvisato i Servizi Sociali? Queste le vere domande. Perché esistano persone come Giordano, invece, ha una semplice risposta: perché anche questa è la natura umana. A proposito, ha preso 20 anni in Assise e poi è morto d’infarto in carcere, nel novembre 2020. Non ne sentiremo la mancanza.

 

 

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