La gratificazione nel comportamento alimentare e i disturbi alimentari.

da | Lug 17, 2021 | Psicologia

La gratificazione nel comportamento alimentare e i disturbi alimentari.

da | Lug 17, 2021 | Psicologia

In uno studio sui disturbi alimentari, alcuni ricercatori hanno scoperto che comportamenti alimentari disfuzionali caratterizzanti i disturbi alimentari, alterano a livello cerebrale il processo di risposta alla ricompensa. Per ricompensa si intende la gratificazione derivante dall’assunzione di cibo. I circuiti cerebrali deputati al suo controllo ricevono così, a loro volta, informazioni alterate con conseguente rinforzo di comportamenti alimentari disfunzionali. Insomma, se si assume cibo con modalità comportamentali disfunzionali “abituiamo” il nostro cervello ad una gratificazione che a lungo andare diventa patologica.

Capire come interagiscono comportamenti alimentari disfunzionali e neurobiologia,

Questo può far luce sul perché questi disturbi spesso diventano cronici e fornire informazioni preziose per trattamenti efficaci. Lo studio, pubblicato su JAMA Psychiatry, è stato supportato dal National Institutes of Health.

“Questo lavoro è significativo perché collega fattori biologici e comportamentali che interagiscono per influire negativamente sui comportamenti alimentari”, ha dichiarato Janani Prabhakar, Ph.D., della Divisione di Ricerca Traslazionale del National Institute of Mental Health, parte del NIH. “Approfondisce le nostre conoscenze sulle cause biologiche alla base di comportamenti alimentari disfunzionali e fornisce a ricercatori e medici indicazioni più precise su come, quando e con chi intervenire.”

I disturbi alimentari sono gravi malattie mentali che possono portare a gravi complicazioni, tra cui la morte. I più comuni includono anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da binge-eating. I comportamenti associati ai disturbi alimentari possono variare nel tipo e nella gravità e includere azioni come l’assunzione compulsiva di cibo, comportamenti compensatori finalizzati alla eliminazione del cibo in eccesso (purghe, emesi) e la limitazione dell’assunzione di cibo.

Lo studio di Guido Frank, M.D (Università della California di San Diego) e colleghi

I ricercatori hanno indagato su come i comportamenti alimentari, presenti nei disturbi alimentari, influenzano la risposta alla ricompensa nel cervello, e come i cambiamenti nella risposta alla ricompensa alterano i circuiti di controllo dell’assunzione di cibo. L’obiettivo era comprendere se questi cambiamenti il rafforzano comportamento alimentare disfunzionale alla base del disturbo alimentare.

Lo studio ha coinvolto 197 donne con diversi disturbi alimentari (tra cui anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating e altri disturbi alimentari) e diversi indici di massa corporea (IMC) associati al disturbo alimentare, e 120 donne senza disturbi alimentari come campione di controllo.

I ricercatori hanno utilizzato l’imaging cerebrale funzionale trasversale per studiare le risposte cerebrali a seguito dell’assunzione di cibo. Durante questo compito, ai partecipanti è stato dato o negato uno stimolodolce senza preannunciarlo (un assaggio di una soluzione zuccherina). I ricercatori hanno analizzato la risposta di ricompensa cerebrale nota come “errore di previsione”, vale a dire un processo di segnalazione correlato alla dopamina che misura il grado di deviazione dall’aspettativa, o quanto la persona sia sorpresa nel ricevere lo stimolo inaspettato.

Un errore di previsione più elevato indica che la persona non si aspetta assolutamente di ricevere quello stimolo, mentre un errore di previsione basso indica che le sue aspettative sono state confermate. Queste risposte in termini di errore di previsione sono direttamente collegate ai circuiti che regolano l’assunzione di cibo e influiscono pertanto su di esso.

I ricercatori hanno scoperto che non vi era una correlazione significativa tra IMC (indice di massa corporea), disturbo alimentare e risposta alla ricompensa cerebrale nel gruppo di donne senza disturbi alimentari. Nel gruppo di donne con disturbi alimentari invece, gli indici di massa corporea più elevati e presenza di disturbo alimentare di tipo “binge-eating” erano associati a una risposta bassa agli errori di previsione.

Chi alimenta chi? il circolo vizioso della gratificazione

Questi risultati suggeriscono che per le donne con disturbi alimentari, comportamento alimentare alterato e eccessiva perdita di peso o aumento di peso misurati dall’IMC, hanno modulato la risposta del circuito di ricompensa correlata alla dopamina del cervello, alterando i circuiti cerebrali associati al controllo dell’assunzione di cibo e potenzialmente rafforzando i comportamenti del disturbo alimentare.

Ad esempio, le donne con anoressia nervosa, erano caratterizzate da assunzione di cibo restrittiva e bassi IMC e con un indice di errore di previsione elevato. Questa risposta può rafforzare i loro circuiti di controllo dell’assunzione di cibo, portando queste donne ad essere in grado di ignorare lo stimolo della fame. Sembra invece essere il contrario per le donne con episodi di binge-eating (assunzione compulsiva di cibo) e IMC più alti. Queste ultime, presentano un indice di errore di previsione molto basso e sono estremamente sensibili allo stimolo della fame, ravvisando la necessità di assumere cibo anche quando non necessario.

Secondo il Dott. Frank, “questo studio fornisce un modello su come abitudini alimentari disfunzionali possono diventare veri e propri disturbi alimentari. Evidenzia inoltre come i cambiamenti nell’IMC influiscano sul comportamento alimentare disfunzionale così come, l’ansia, l’umore e la neurobiologia cerebrale interagiscono tra loro per rafforzare il circolo vizioso dei disturbi alimentari, rendendo il trattamento molto difficile

Nel complesso, questo studio suggerisce che i tratti comportamentali, incluso il comportamento di assunzione di cibo, contribuiscono al mantenimento e alla progressione del disturbo alimentare modulando la risposta di ricompensa interna e alterando i circuiti di controllo dell’assunzione di cibo.

Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per indagare i trattamenti che potrebbero indirizzare e cambiare i comportamenti per le persone con disturbi alimentari per ottenere un recupero duraturo.

 

Tratto e modificato da Frank, G. K. W., Shott, M. E., Stoddard, J., Swindle, S., & Pryor, T. Reward processing across the eating disorders spectrum implicates body mass index and ventral striatal-hypothalamic circuitry. JAMA Psychiatry, 2021

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