La dipendenza affettiva: l’illusione di possedere e la realtà dell’essere prigionieri di noi stessi.

da | Gen 23, 2021 | Psicologia

La dipendenza affettiva: l’illusione di possedere e la realtà dell’essere prigionieri di noi stessi.

da | Gen 23, 2021 | Psicologia

“A poco a poco la idealizzò, attribuendole virtù improbabili, sentimenti immaginari, e dopo due settimane pensava solo a lei.”

GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ

L’amore si trasforma in ossessione volta a gratificare sé stessi. Ci si sente intrappolati in un legame dal quale sembra impossibile separarsi e senza il quale ci si sente perduti. Sebbene in ogni relazione, nella fase dell’innamoramento la dipendenza sia parte integrante del rapporto, la stessa diventa patologica quando ci si rende conto che tutto ciò che facciamo ha come obiettivo il tenere a sé l’altro perché in qualsiasi momento potrebbe andare via e lasciarci minando la nostra sopravvivenza. Così il resto non conta più, il mantenimento dei propri spazi non esiste, vi è una totale fusione dei propri confini con l’altro a discapito di quella piacevole sensazione di autonomia che viene ad instaurarsi nell’assenza di patologia.

Il desiderio di fusione rimane così, inalterato nel tempo.

Le caratteristiche della dipendenza affettiva, seppure non considerata una vera e propria dipendenza patologica nei manuali diagnostici, sono molto simili a quelle da dipendenza da uso di sostanze. Nella relazione di coppia, uno dei due tende a fare richieste affettive esagerate, a non sentirsi amato in maniera sufficiente e adeguata anche quando ciò non accade nella realtà dei fatti. Il vissuto della persona dipendente è un vissuto deformato da esperienze soggettive che affondano le loro radici nell’infanzia, è un vissuto di sofferenza per il non sentirsi mai abbastanza amati.

Probabilmente da piccoli, nel rapporto con le figure più significative è passato il messaggio che non si era meritevoli di amore e che i nostri bisogni non fossero poi così tanto importanti. Un’altra lettura del problema potrebbe essere invece che questi bambini, futuri adulti dipendenti, sono cresciuti con caregivers iperprotettivi e limitanti o lassivi e privi di regole. Gli scenari che si vengono così a delineare sono quello di indurre nel tempo il bambino stesso a pensare di non essere in grado di fare scelte autonome o quello di spingerlo, viceversa, a costruirsi regole proprie ed estremamente rigide. In tutti i casi si cresce avendo di sé l’idea di non meritare affetto, di essere invisibili.

Nella coppia, la dipendenza affettiva riguarda entrambi gli attori coinvolti. Il partener dipendente è sicuramente un soggetto problematico che trova nell’altro la relazione di cui ha bisogno, ma dall’altra parte si trova il partner narcisista che si nutre, proprio per le sue caratteristiche di personalità, della dipendenza dell’altro soddisfando i propri vissuti di onnipotenza poiché egli pone se stesso al centro esclusivo e preminente del proprio interesse.

Come affrontare la dipendenza patologica?

La storia di vita di ognuno è unica e non esistono regole precise o indicazioni uguali per tutti. Il primo passo è sicuramente quello di diventare consapevoli del proprio funzionamento e dei propri schemi così da poter intervenire sugli stessi nella relazione con l’altro. La psicoterapia può aiutare il paziente a mettere in atto un processo di cambiamento su di sé che si rifletterà inevitabilmente anche sui rapporti con gli altri rendendoli più funzionali.

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