La Dalia Nera, un mistero lungo 75 anni

da | Gen 15, 2022 | News

La Dalia Nera, un mistero lungo 75 anni

da | Gen 15, 2022 | News

Erano le 7,30 di mattina del 15 gennaio 1947, all’incrocio tra la South Norton e la Trentanovesima, nella zona di Crenshaw, a Los Angeles. Sul marciapiede c’era il corpo, diviso in due, di una brunetta. Elisabeth Short, di anni 22, un metro e 65, prostituta, nota come la Black Dhalia. Iniziava il mistero.

Chi aveva caricato Elisabeth l’aveva fatto per farle del male. Forse le aveva proposto qualcosa di spinto e ben pagato, forse l’aveva minacciata e costretta, di sicuro secondo il medico legale l’aveva torturata per 72 ore. Lo avevano nutrito odio e violenza. Chissà quante volte aveva immaginato quelle sue ore di gloria, quanto ci aveva fantasticato, quanto si era preparato i suoi attrezzi, la stanza, le parole che avrebbe detto. Poi, tutto era diventato reale quando la ragazza era caduta nella tela del ragno. I segni sul corpo parlavano chiaro. I tagli, le abrasioni, le ecchimosi. Poi l’aveva lasciata nottetempo accanto a delle villette, le aveva divaricato le gambe per offenderla ancora di più.

Guardo le foto della Scientifica: c’è un grosso e profondo triangolo di carne asportato sopra il ginocchio sinistro. Penso alla povera Elisabeth, che subì tutto in vita. I seni pieni di bruciature di sigarette, il destro quasi completamente strappato dal petto. Altre bruciature sul viso, colpito più e più volte. La sua bocca era diventata uguale a quella del Joker. Una raggiera di fendenti intorno al pube. James Ellroy, il grande giallista, ne fu sconvolto per tutta la vita: quell’immagine non lo abbandonò mai.

Pensi che un delitto del genere non resti impunito. E invece no. Il bastardo lo cercarono dappertutto. Cinquanta persone si autoaccusarono dell’omicidio, ma erano cinquanta sballati. Uno fu più sospettato degli altri, ma senza arrivare a prove certe. La stampa ci andò a nozze, in città non si parlò d’altro. La vita di Elisabeth fu scandagliata ma senza arrivare a nessuna amicizia così pericolosa. Doveva essere stato un cliente nuovo.

E noi, noi, 75 anni dopo siamo ancora qui, davanti la tomba della Dalia Nera, a chiederci chi può essere stato a ridurla così.

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