Jimmy Fontana e la mitraglietta dai 5 omicidi

da | Mag 22, 2021 | News

Jimmy Fontana e la mitraglietta dai 5 omicidi

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Il 27 febbraio del 1971 il signor Enrico Sbriccoli è a passeggio per Sanremo, dove si trova per lavoro. Appassionato di armi, vede nella vetrina di un’armeria una pistola mitragliatrice che lo colpisce molto e decide di comprarla. Si tratta di  una Cz 61 Skorpion calibro 7.65, matricola D/5512, che acquista regolarmente. Un’arma che spara una raffica da 20 colpi. Come dire: sembra una pistola, ma è un piccolo mitra. Una chicca, per chi ama le armi. Anni dopo, il signor Sbriccoli si ritrova a spiegare al magistrato come e perchè quella mitraglietta ha ucciso negli Anni di Piombo. Non sarà che l’innocuo Sbriccoli è in realtà un terrorista?

Facciamo un passo indietro: nel 1971, a Sanremo, Sbriccoli Enrico, stava sbrigando del lavoro sul palco dell’Ariston, precisamente nel ruolo di autore, in quanto i Ricchi & Poveri presentavano quello che sarebbe diventato uno dei loro successi storici, “Che sarà”, scritta appunto da Sbriccoli col suo nome d’arte. Sì, perché Sbriccoli e Jimmy Fontana sono la stessa persona.

Ora facciamo un passo avanti, di 17 anni. Il 15 giugno 1988 un covo Br-Partito Comunista Combattente viene smantellato in via Dogali 11, a Milano. Dentro, tra le tante cose, c’è quella Skorpion, che nel frattempo ne ha fatta di strada. All’inizio la scambiano per la gemella che ha sparato in via Fani, e pensano quindi di aver trovato qualcosa di importante. Ma quella Skorpion ha tutt’un’altra storia e l’aveva comprata Valerio Morucci, della colonna romana delle Br. Però pure quest’altra Cz non scherza mica. Innanzitutto è l’arma che il 7 gennaio 1978 ha sparato a via Acca Larentia (foto sotto), a Roma, uno dei più odiosi agguati degli anni di piombo. Muoiono due ragazzi di destra, Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti, mentre un terzo, Vincenzo Segneri, resta ferito. Quella Skorpion uccide per conto della sinistra terroristica. Nel 1985 ha sparato anche sull’economista Ezio Tarantelli. L’anno successivo, sull’ex sindaco di Firenze Lando Conti. Nell’aprile 1988 suonano alla porta del senatore democristiano Roberto Ruffilli, a Forlì. Lui apre e la Skorpion spara ancora. Ma tutto questo nel 1988 non si sa ancora: si crede sempre di aver trovato l’arma di via Fani. Un attimo: dov’è finito Jimmy Fontana?

 

 

Tenuto a dare spiegazioni già nel 1979 alla Digos, che  sta verificando tutti i proprietari di Skorpion d’Italia, sempre per via Fani, Jimmy spiega che l’arma lui l’aveva venduta nel 1977 a un funzionario della Polizia, Antonio Cetroli, che allora dirigeva il commissariato Tuscolano. D’altronde, già dal 1972 la Skorpion era stata classificata come arma da guerra e quindi detenerla era diventato un grosso problema. Fontana dice che la vendita è avvenuta presso l’armeria Bonvicini di Roma, di cui si serviva e tramite la quale aveva conosciuto Cetroli: cui ha ceduto la pistola mitragliatrice più una pistola Star 7.63, per 200.000 lire. Ma la signora Bonvicini dice di averli solo messi in contatto e basta. Cetroli, poi, nega: mai comprata la Skorpion, era un’arma da guerra, figurarsi! Ma a casa di Jimmy c’è un foglietto di carta scritto da lei, col numero dell’ufficio di Cetroli. I due devono essersi sentiti. Evidentemente la cessione non è stata registrata (arma da guerra, ricordate?) e quindi non è più dimostrabile.

La parola dell’uno contro la parola dell’altro. Chiaro che uno dei due mente e sta ostacolando la Giustizia perché non vuole ritrovarsi a dare risposte scomode. Ma, quando viene ritrovata l’altra Skorpion, quella di via Fani, la vicenda di Jimmy e Cetroli cade nel dimenticatoio.

Passano gli anni e nel 1985 Ezio Tarantelli viene ucciso con una Skorpion (foto sotto); non può essere quella di via Fani, già sequestrata, quindi ce n’è in giro un’altra. Le perizie dicono, a questo punto, che l’altra Skorpion -sorpresa- ha sparato anche in via Acca Larentia. L’affare si complica. A questo punto arrivano le rivelazioni di Silvia Todini, che il giorno di Acca Larentia aveva 15 anni e avrà in seguito un ruolo marginale nelle ultime Br. Forse è per questo che parla coi magistrati e fa i nomi di chi potrebbe aver sparato ai tre giovani missini. Silvia ha sentito certi discorsi in certe riunioni in casa, alla fine del 1977, e poi li ha risentiti anni dopo, quando è diventata realmente una militante armata. La Todini dice che con quell’arma ci si è esercitata, con altri compagni, in certe grotte di tufo dalle parti della Caffarella: ed è vero, accertano le indagini nel 1986. Lei l’ha usata nel 1982 per una rapina svolta dal NCR (Nucleo Clandestino di Resistenza). Ma chi custodiva le armi di questo gruppo? A verbale: “Le armi, in occasione delle esercitazioni o anche delle azioni, venivano trasportate da Giorgio Frau, Stefano De Maggi e talora da Paola De Bernardini”. De Maggi: che abitava letteralmente nel palazzo accanto a quello di via Acca Larentia. Solo una coincidenza oppure no? In ogni caso, la Todini di cose interessanti ne dice parecchie. C’è un processo: ma saranno tutti assolti nel 1990. Poche prove, dicono.

 

 

In quegli anni che sono passati è successo anche altro: Cetroli ha nel frattempo ammesso che, sì, Jimmy lui l’aveva conosciuto e ci aveva trattato per l’arma, tirandosi poi indietro. Un discorso un po’ diverso dal diniego assoluto iniziale. Anche la signora Bonvicini ha recuperato la memoria e conferma di aver visto i due trattare, venendo a conoscenza solo successivamente da Jimmy del fatto che la vendita era andata a buon fine. Sembra, insomma, che il cantante avesse proprio ragione. Ma allora a chi diavolo ha venduto poi la Skorpion il funzionario Cetroli? E quale dei tanti piccoli gruppi della sinistra terroristica, che operava a Roma Sud in quel 1977/1978, può aver compiuto la strage ad Acca Larentia? Quale sigla ha sparato? Una rivendicazione, mille sospetti. E a chi quel gruppetto ha passato la Skorpion, che ha continuato a cantare negli anni, facendo altri morti?

Antonio Cetroli è morto nel 2005. Jimmy Fontana è morto nel 2013. Ancor oggi, non ci sono colpevoli per la strage di Acca Larentia e l’omicidio di Lando Conti.

 

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