Dipendenza: il gruppo di psicoterapia.

da | Ago 25, 2022 | Psicologia

Dipendenza: il gruppo di psicoterapia.

da | Ago 25, 2022 | Psicologia

Siamo alla fine dell’estate e Psicologia neroCrime da inizio ad una iniziativa che partirà in autunno e si svolgerà per la prima volta presso la sede di Via Fausto Maria Martini 18/A a Roma.

Al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, verrà attivato un gruppo di psicoterapia sulla dipendenza. Ma vediamo più da vicino cos’è un gruppo di psicoterapia e cosa intendiamo per dipendenza.

Cos’è la terapia di gruppo e quali sono i suoi obiettivi?

La psicoterapia di gruppo è una tecnica terapeutica specifica. Un gruppo di persone mosse da una problematica in comune si incontra con cadenza settimanale per affrontare il problema che genera sofferenza. Il gruppo è condotto da un massimo di due psicoterapeuti che lo accompagneranno durante tutto il percorso. Questa forma di terapia è molto comune e i suoi effetti sono riconosciuti da oltre mezzo secolo.

Mi piace pensare al gruppo come ad un complesso di individualità distinte tra loro e allo stesso tempo come ad un “organismo” unitario, il quale facilita e supporta importanti processi di cambiamento.

In tale contesto, come in tutti contesti di terapia in cui lo psicoterapeuta è coinvolto, egli si assume tra le altre responsabilità, la responsabilità clinica per il gruppo e i suoi membri. Il gruppo permette di concentrarsi sulla gestione di un malessere individuale utilizzando la forza dello stare insieme e condividendo il dolore per una situazione simile. Come dire, il problema oggettivo può accomunare i membri del gruppo terapeutico ma i vissuti individuali trovano spazio, significato e rielaborazione nella loro condivisione con l’altro.

Entriamo nello specifico…

Un gruppo terapeutico può essere classificato in base a diversi criteri, in base al metodo, alla dimensione del gruppo, alla sua omogeneità o eterogeneità o se è un gruppo aperto o chiuso. Il gruppo di psicoterapia che avrà inizio in autunno, è centrato sul processo e sulle dinamiche intrapsichiche individuali.

Questi gruppi si avvicinano alle tradizioni psicodinamiche ed empiriche e si basano sull’utilità e sulla potenza espressiva e supportiva della relazione di gruppo in quanto tale per promuovere l’espressione emotiva e il cambiamento psicologico di ciascun membro. L’interazione personale è tenuta in conto in funzione dell’individuale-intrapsichico che è al centro dell’attenzione.

Un’altra caratteristica è la dimensione del gruppo: un gruppo terapeutico è considerato piccolo quando ha tra 5 e 10 membri. Le interazioni e la coesione sono più alte e i legami sono più stretti.  Pertanto, la formazione di sottogruppi avviene con minore probabilità consentendo così al gruppo di lavorare con maggiore impegno in sinergia. Si è dimostrato che l’efficacia maggiore la si ottiene con gruppi piccoli poiché il piccolo numero consente alle libere associazioni di essere interpretate e favorire così insight efficaci.

Il gruppo può essere omogeneo o eterogeneo in relazione ad un unico criterio: età, sesso, livello socio-economico, problema… I gruppi omogenei si muovono più velocemente, generano più coesione e sono meno problematici. Ma gruppi eterogenei possono consentire di presentare vari comportamenti, specialmente nel caso di disturbi o difficoltà concrete. Il nostro gruppo sarà eterogeneo.

Gruppo chiuso o aperto? In un gruppo chiuso, la persona è presente dalla creazione del gruppo fino al suo termine, mentre nei gruppi aperti, alcuni membri possono uscire e altri inserirsi nel tempo. Nei gruppi chiusi la coesione è maggiore, tuttavia, occorre lavorare con maggiore impegno sul risvolto emotivo legato all’abbandono del gruppo da parte di uno o più membri. I gruppi che inizieranno in autunno sono gruppi chiusi.

 La terapia di gruppo può tecnicamente essere applicata ad un’ampia gamma di problematiche, ma le dinamiche di gruppo sono particolarmente efficaci per alcuni disturbi. Uno di questi è la dipendenza. Tale disturbo racchiude una vasta gamma di comportamenti che vi rientrano: dipendenza affettiva, dipendenza da cibo, dipendenza da gioco, dipendenza da internet, shopping compulsivo, dipendenza da sesso… Il tema del nostro gruppo è la dipendenza.

Il gruppo si muove in sinergia: una cassa di risonanza emotiva.

Il gruppo crea uno spazio vitale dove si può imparare in modo privilegiato e attraverso il contatto e l’esperienza con gli altri. L’uguaglianza tra i membri pone fine alla sensazione di essere l’unico in una situazione problematica e consente la creazione di identificazioni positive. Il gruppo pertanto permette di crescere attraverso la possibilità di sperimentare l’altro e di pensare al problema in termini di alternative possibili.

Alla sensazione di unicità dei problemi personali si sostituisce la consapevolezza di non essere soli ad affrontare i propri fantasmi. Ciascun membro del gruppo potrà dare voce al proprio vissuto ed esprimere il proprio disagio sentendosi accettato e non giudicato. Potrà raccontarsi e condividere con gli altri ciò che al di fuori del gruppo stesso non trova spazio.

Il cerchio.

I partecipanti si disporranno nella nota formazione a cerchio e conduttore e co-conduttore (entrambi psicoterapeuti) faranno parte del cerchio. La disposizione a cerchio garantisce ad ognuno una posizione paritaria e “chiude” al centro quanto avverrà durante la sessione. Simbolicamente, il centro del cerchio rappresenta il luogo dove ogni pensiero, reazione, sentimento, fantasia e problema viene messo a disposizione di tutti e dove in continuo movimento questi elementi si trasformano e vengono rielaborati per essere a disposizione di ognuno nella misura in cui necessita.

Ciascun partecipante dovrà esprimersi nel modo più libero e onesto possibile ma sempre nel rispetto dell’altro. Questa esplorazione offre a ciascuno elementi utili e spunti di riflessione e la possibilità di mettere e mettersi in discussione accogliendo e rispettando quanto l’altro porta all’interno del gruppo stesso. Non esistono vissuti giusti o sbagliati e non esistono giudici all’interno del gruppo ma viene offerta la possibilità di portare al centro del cerchio (letteralmente e metaforicamente) ciò che accade in ognuno in quel preciso istante. Mettere in comune vuol dire donarsi all’altro nella propria soggettività e fragilità. Vuol dire fidarsi e affidarsi.

Secondo alcuni teorici e autori, ci sono diverse fasi nella terapia di gruppo. L’esplicitarle in questa sede ha la sola finalità di offrire al lettore un’idea sommaria di ciò che si intende per gruppo psicoterapeutico. Sono invece di supporto al terapeuta che saprà come indirizzare il gruppo in ciascuna di esse. Queste fasi orientano quindi il lavoro dello psicoterapeuta nella conduzione del gruppo e non vengono esplicitate nella pratica se non per la prima e l’ultima che necessitano di un lavoro di preparazione particolarmente delicato.

La fase iniziale o di orientamento corrisponde al compito centrale del terapeuta, che è quello di stabilire la fiducia tra i membri del gruppo e verso di lui. Farà anche riferimento a norme esplicite e implicite, il cosiddetto mandato. All’inizio i partecipanti si presenteranno e spiegheranno la ragione che li ha spinti a chiedere di iniziare un gruppo di psicoterapia, cosa si aspettano e cosa pensano del percorso che stanno per intraprendere. Quindi, il terapeuta inviterà i membri a turno a raccontarsi.

La fase di transizione è quella in cui i membri possono avere dubbi sul beneficio del lavoro di gruppo e la paura di esporsi offrendo all’altro la propria fragilità. Con il tempo ed il consolidamento del rapporto di fiducia, il gruppo verrà esperito come uno strumento potente, una cassa di risonanza in cui le emozioni vengono amplificate poichè appartengono a ciascun membro e alle quali viene data una lettura nuova e arricchita dalle vicissitudini di ognuno. Kurt Koffka, psicologo tedesco ed esponente della psicologia della Gestalt sosteneva che “Il tutto è diverso dalla somma delle singole parti”.

Ciò che accade nel gruppo può essere immaginato come una melodia (il tutto) che non può essere ridotta alla semplice somma delle singole parti nonostante proprio da queste ultime sia composta. Le dinamiche relazionali sono invece ciò che genera il movimento e lo scambio nel gruppo e se vogliamo rappresenta l’armonia per analogia al registro musicale.

Il lavoro di psicoterapia prende forma attraverso le dinamiche relazionali del gruppo a beneficio del singolo. La comparsa di conflitti tra membri o una messa in discussione della figura del terapeuta dovranno essere affrontati all’interno del gruppo stesso e questo permetterà di rendere più solida la coesione. Del resto, il conflitto non è altro che una dinamica relazionale!

Una relazione di “aiuto” potrebbe essere definita come una situazione in cui uno dei partecipanti cerca di favorire, in una o in tutte le parti coinvolte, una valorizzazione maggiore delle risorse personali di ciascun soggetto ed una maggiore possibilità di espressione.
Carl Rogers, On Becoming a Person, 1961

La successiva fase di consolidamento ha come obiettivo quello di integrare l’esperienza del lavoro di gruppo nella vita di tutti i giorni.

La finalizzazione infine, necessita di un delicato lavoro di accompagnamento verso la conclusione del gruppo. I partecipanti potranno provare tristezza e paura all’idea di affrontare nuove difficoltà in maniera autonoma. Ma proprio l’accompagnamento verso una progressiva autonomia dal terapeuta è uno degli obiettivi di una psicoterapia. Se necessario potranno essere programmate sessioni di follow-up individuali con attenta valutazione.

Quanto dura la terapia di gruppo?

La durata della terapia di gruppo dipende dal tipo di gruppo e dal tema affrontato. Alcuni gruppi si dedicano a un problema concreto per un tempo limitato (tra le 6 e le 20 settimane), altri gruppi, ad esempio le persone con patologie croniche, possono durare molto più a lungo. Il gruppo che avrà inizio in autunno avrà sessioni di 90 minuti con cadenza settimanale e affronterà il problema della dipendenza.

L’immagine che accompagna questo articolo è la locandina di presentazione del gruppo che avrà inizio in autunno. Il numero massimo è di 12 di componenti. I colloqui per l’inserimento nel gruppo avranno inizio a settembre. Per ulteriori info contattatemi in privato.

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