“Cercando Elisa”: il caso Claps e la caccia al serial killer Danilo Restivo

da | Apr 24, 2021 | News

“Cercando Elisa”: il caso Claps e la caccia al serial killer Danilo Restivo

da | Apr 24, 2021 | News

Questa sera, 24 aprile, alle 21,25, sul canale 9 c’è la prima tv di “Cercando Elisa”, un documentario sulla vicenda di Elisa Claps, la sedicenne scomparsa nel 1993 a Potenza e ritrovata 17 anni dopo nella soffitta della Chiesa della SS. Trinità. Uno scandalo enorme. Il cadavere era sempre stato lì. Ne parlerà stasera questo documentario, diretto da Nicola Prosatore (e nel quale viene intervistato anche il vostro cronista), così come io e Armando Palmegiani ne scrivemmo nel nostro “Il caso Elisa Claps” (Armando editore, 2019),

 

 

un’indagine completa sulla vicenda. Ma perchè se ne dovrebbe parlare ancora allora? Perché è un caso con tanti aspetti che lo rendono unico. Questi.

  • Elisa è stata ritrovata nello stesso luogo in cui era stata vista per l’ultima volta. L’unico nel quale non fu cercata, come mai? Senso di soggezione di fronte al potente parroco della Trinità? Sciatteria investigativa? Il non arrivare a pensare che la chiesa potesse essere stato il luogo del delitto?
  • Danilo Restivo (nella foto sotto) è l’ultimo a parlarle. Danilo è un ragazzo strano, ci prova con tutte, gli va sempre male, molesta telefonicamente e non solo le studentesse di fronte, ha già ferito col coltello un coetaneo all’epoca delle medie, perché non è stato subito percepito come pericoloso ma come uno stupidotto innocuo?

 

 

  • La Procura rifiutò di sequestrare gli abiti di Restivo, che apparivano macchiati di sangue. Fu un chiaro errore o alla fine comunque non se ne sarebbe cavato nulla?
  • Tre testimoni confermano l’alibi di Restivo, che circa due e mezzo dopo l’appuntamento con Elisa in chiesa (nella foto sotto) riappare al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo con una piccola ferita alla mano. Cosa ha fatto in quelle due ore non è chiaro, ma se tre testi dicono che nel frattempo hanno visto Elisa viva allora lui è innocente. Ci vorranno anni per capire che quei testi, incredibile, hanno sbagliato tutti e tre. Quella che hanno visto non è Elisa.
  • Danilo viene allontanato da Potenza dalla sua famiglia nel periodo successivo, eppure è lui che cerca visibilmente di allontanare da sé i sospetti depistando le indagini con una falsa mail in cui Elisa scriveva da un paese lontano. Perché se era innocente?
  • Danilo alla fine approda in Inghilterra e qui uccide Heather Barnett, con modalità del tutto simili a quelle del delitto Claps,. Poteva essere fermato prima, da noi o dagli inglesi?

 

 

  • Danilo è sospettato di un altro delitto in Inghilterra e ha tentato un’altra aggressione in quel paese. Possiamo definirlo un serial killer?
  • Perchè ci sono voluti 17 anni per risolvere un omicidio che forse si poteva risolvere in 17 ore?

Tante domande che hanno risposte nel documentario ma anche nel libro.

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