Bestie di satana, un’altra storia

da | Gen 2, 2024 | News, Uncategorized

Bestie di satana, un’altra storia

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All’alba del 24 gennaio 2004 un automobile andò ad incastrarsi nel passaggio pedonale che attraversava il canale Villoresi a Somma Lombardo, non era un semplice incidente, era un evento che aprì il vaso di Pandora sul gruppo che divenne il più noto e citato del satanismo “criminale”.

Nell’auto vi era alla guida Elisabetta Ballarin, all’epoca poco più che maggiorenne, poco distante una seconda automobile era andata ad urtare un muretto dello stesso ponte. Poco distante un ragazzo, che poi venne identificato per Andrea Volpe e di circa 10 anni più grande della Ballarin, che in strada lanciava frasi farneticanti.

Un auto delle due era intestata alla madre di Mariangela Pezzotta, i Carabinieri anche a seguito delle prime frasi dette dei due ragazzi entrambi sotto l’effetto di droghe pesanti, si portano nello chalet a Golasecca poco distante di proprietà dei genitori della Ballarin. Li trovano tracce di sangue ed altri elementi che li conducono nella serra dove trovano semi sepolto il corpo della Pezzotta.

L’omicidio di Mariangela Pezzotta arriva sulle cronache nazionali ed è lì che entra nella nostra storia Michele Tollis.

Il Tollis è un manovratore di mezzi pesanti, in una sera del 1998 il figlio Fabio Tollis insieme alla sua amica Chiara Marino scompaiono misteriosamente mentre si trovavano insieme ad il loro gruppo di amici. Un gruppo che frequentavano e con cui Fabio suonava. Il gruppo heavy metal era chiamato Ferocity e, secondo alcuni brani rimasti, sembrava promettere bene. Tutta questi, una decina più o meno, si riunivano nella discoteca Nautilus, grande ritrovo dei ragazzi anche per i suoi costi non alti, si trovavano spesso insieme il venerdì nella “fossa”, la pista cult all’interno del locale.

Tollis sente parlare il telegiornale di ragazzi che conosceva, prime ammissioni sul satanismo, violenze e va immediatamente dai carabinieri che lo conoscevano molto bene. Infatti in questi 6 anni il personale dell’arma lo aveva incontrato spesso, lui non si era mai dato per vinto, la ricerca del figlio lo aveva portato a frequentare il loro ambiente musicale, andare nel loro locale, nei concerti, seguire i gruppi anche all’estero. Una volta, in un concerto in Germania, il Tollis, convince il personale della sicurezza a farlo salire su una piccola impalcatura all’ingresso per poter osservare chi entrasse, cercando tra i volti dei ragazzi che entravano quello di Fabio, il figlio.

Le sue diverse ricerche convergevano sempre nello stesso gruppo di amici che avevano visto per ultimi il figlio e Chiara Marino, ma questi negavano in maniera categorica di sapere qualcosa. Poi, dopo una iniziale partecipazione alle ricerche, erano praticamente scomparsi rifiutando anche di rispondergli al telefono.

Tollis dai Carabinieri riceve alcune rassicurazioni, gli investigatori dopo il ritrovamento della Pezzotta hanno compreso che c’è dell’altro. Riguardo alla scomparsa del Fabio e Chiara, non la Ballarin che nel 1998 era troppo piccola, ma il Volpe sembrava sapere di più e così poi si scoprirà. Il personale dell’Arma dice al Tollis di pazientare qualche giorno, loro già sanno che c’è dell’altro.

Andrea Volpe, inizia a parlare e collaborare e racconta del duplice omicidio avvenuto nel 1998. Vittime: Fabio Tollis e Chiara Marino. Uccisi in modo brutale in un bosco e poi seppelliti.

Dal verbale di interrogatorio: “Poi abbiamo preso anche il Tollis e lo abbiamo trascinato anche lui all’interno della buca. Però non era… Anche lì non era ancora morto e praticamente Sapone mi ha detto a me di scendere nella buca e di finirlo. Lì non me la sono sentita, gli ho dato il pugnale nella buca e lui è sceso nella buca saltandoci sopra a loro, ha preso il Tollis e praticamente lo ha sgozzato. Poi ha preso questa sigaretta qua51, l’ha imbevuta nel sangue, si è messo a ballare sopra e ha detto una delle sue battute ironiche che faceva sempre: ‘adesso fate gli zombie!’.

Racconta di una setta, le “Bestie di Satana”, come loro stessi si erano chiamati, che non era soltanto un gruppo di appassionati della metal, ma che adorava satana, che chiedeva delle prove di coraggio anche molto sciocche che era arrivata al punto di fare sacrifici umani. La Marino, per esempio, era stata uccisa perché identificata nella reincarnazione della madonna e come tale doveva soffrire e morire. Il Volpe parla di Medium, di visioni, di droghe e tira in ballo tutto il gruppo: Nicola Sapone, Paolo Leoni, poi Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Marco Zampollo, Eros Monterosso e Andrea Bontade. Quest’ultimo, tra l’altro, risultava essersi suicidato in modo inspiegabile proprio nel 1998. Andrea che quando guidava non superava il limite di 50 km all’ora aveva affrontato, senza frenare, una rotatoria a circa 180 km l’ora andando a schiantarsi su una casa. Il Volpe è un fiume in piena e, sempre minimizzando il suo fattivo contributo agli omicidi, indica in Maccione il vero autore dell’omicidio della Pezzotta. Il Mario gli avrebbe dapprima ordinato di ucciderla ed in seguito era intervenuto quella notte per finirla dopo che il Volpe stesso gli aveva sparato per “errore”. Come riportato anche in parte prima il Volpe descrive il duplice omicidio con la Marino che venne uccisa a pugnalate da Sapone, mentre lui e Maccione si occuparono del Tollis. Poi racconta che il gruppo avrebbe indotto il suicidio Bontade. Lo aveva pressato psicologicamente mediante volenza e frasi del tipo: “se non lo fai te lo facciamo noi”. Motivo? Il giorno del duplice omicidio il Bontade non si era fatto trovare vicino alla fossa per l’agguato nei confronti di Chiara e Fabio, all’ultimo si era tirato indietro.

Motivazioni? Ovviamente le motivazioni sono, per il Volpe, riconducibili sia al culto che seguivano ma anche al fatto che le tre vittime erano le pedine deboli di quel gruppo di ragazzi, le pedine che non accettavano la piega che stava prendendo il gruppo ed avrebbero potuto parlare. Una piega che di giorno in giorno, o forse sarebbe più corretto dire “di notte in notte”, cresceva il quantitativo di droghe assunte e la violenza interna ed esterna. Solo per accennarere alcuni componenti, c’era Pietro Guerrieri, che si faceva chiamare Wedra dal gruppo, forse l’unico che lavorava facendo il tatuatore, o Maccione considerato il medium del gruppo, che si faceva chiamare come il loro gruppo musicale “ferocity”, o lo stesso Andrea Volpe che per la sua conoscenza delle sostanze stupefacenti: acquistava, somministrava e dosava quelle che volontariamente o meno assumevano i componenti del gruppo.

Ma era un vero gruppo “satanista”, sempre che questo sia l’appellativo corretto?

Ma siamo sicuri che i 4 omicidi, contando anche quello di Bontade, sono riconducibili a “sacrifici umani”? Chiara Marino e Fabio Tollis non erano stati uccisi per un volere superiore ma per motivi più “terreni”, Chiara Marino, per esempio era innamoratissima di Ozzi, Paolo Leoni. A seguito di un risarcimento di circa 110 milioni di lire per essere stata investita proprio davanti alla sua scuola forniva denaro al gruppo ed ad Ozzy in particolare. Un fatto che non poteva continuare. Fabio Tollis che si, per l’appartenenza a quel gruppo, subiva anche piccole violenze, come per esempio la bruciatura di sigarette sul corpo, ma che era un ragazzo troppo buono e sarebbe stato d’intralcio. La Pezzotta, innamorata di Andrea Volpe, era stata la sua ex ragazza, che non riusciva ad uscire da quel legame malato. No, loro dovevano morire perché prima o poi i quattro avrebbero parlato. Avrebbero raccontato dell’utilizzo di droghe, di furti e forse di altre morti misteriose della zona che rimangono, e forse rimarranno per sempre, insolute.

Passano gli anni.

Alcuni dei componenti del gruppo sono usciti già di prigione, altri sono in semi libertà, alcuni ancora dentro.

Ed il satanismo? Il loro culto? La fede che li aveva portati a tutto questo? Svanita come neve al sole. Perché non c’era, nessuna credenza e nessun livello superiore. Era solo un gruppo di ragazzi che alla fine sono diventati assassini, che faceva un uso smisurato di droghe, dove che proprio per le dinamiche di gruppo facevano a gara di chi si spingesse sempre più all’estremo chi fosse più satanista, o chi fosse più violento.

Non erano seguaci di un culto erano solo ragazzi pieni di solitudine.

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